info olivi 220620

Fase fenologica:
primo ingrossamento delle olive, mediamente hanno raggiunto le
dimensioni di 7-10 mm.
Si è riscontrato che nei pochi oliveti oltre i 600 metri di altezza, poco esposti, si è ancora nella fase di caduta petali.

Situazione fitosanitaria
Tignola dell’olivo (Prays oleae):
l’attività di monitoraggio di adulti con trappole a feromoni indica che
si sta entrando nella fase compresa tra il picco di catture e la fine
della curva di volo.
Entro i prossimi 10 giorni andrà effettuato un trattamento
larvicida, utilizzando come sostanza attiva il Fosmet (Spada 50
WG); si ricorda che va acidificata l’acqua di soluzione.
In alternativa è possibile impiegare la sostanza attiva Spinetoram (esempio: Delegate WDG) . Questo intervento fitosanitaria ha
anche il compito di pulizia nei confronti di altri parassiti animali.
Spinetoram
Lo Spinetoram è della stessa famiglia delle spinosine, agisce per ingestione e per contatto, passa all’interno dei tessuti vegetali ma
non si sposta dalle foglie trattate, mentre è in grado di spostarsi
dalle radici verso le parti alte della pianta attraverso i tessuti vascolari.
Si precisa che, secondo le Linee tecniche di difesa fitosanitaria 2020, per le attività di contrasto alla Tignola va eseguito
massimo un trattamento all’anno con prodotti di sintesi.
Oliveti a conduzione Biologica
Negli oliveti condotti in agricoltura biologica vanno utilizzate Piretrine pure o il Bacillus thuringiensis.
Il trattamento va eseguito alla sera in quanto le piretrine sono
facilmente degradate dai raggi solari. Questo vale anche per il
Bacillus thuringiensis, da usare di sera o di prima mattina; non
va miscelato con altri prodotti fitosanitari e va ripetuto dopo una
settimana.
Cocciniglia mezzo grano di pepe (Saissetia oleae):
sono uscite le neanidi. Al momento non si ha la massima comparsa
utile a giustificare un intervento specifico; va considerato che alcuni
prodotti usati per la Tignola hanno effetto anche contro questo parassita.

Mosca dell’olivo (Bactrocera oleae): è il momento di esporre le
trappole per la cattura massale.

Cimice asiatica (Halyomorpha halys):
si assiste al passaggio generazionale, aumentano gli stadi giovanili
e diminuiscono sempre più quelli di adulto svernante, che si azzera
fino a tarda estate.
Occhio di pavone (Spilocaea oleagina):
l’elevata umidità favorisce le infezioni di questa crittogama, particolarmente in zone notoriamente favorevoli.
Le bagnature fogliari giornaliere sono state in questo periodo molto
lunghe.
Negli oliveti con accertate infezioni e con olive che sono già nella
fase di primo accrescimento, si consiglia di effettuare un trattamento con prodotti rameici uniti a zolfo (eventualmente in miscela con il
Fosmet).
Zolfo: attenzione all’orario
In giornate soleggiate è facile che nelle ore più calde si superino i
30°C, così gli zolfi, in particolare quelli a particelle più fini, possono
diventare fitotossici.
Il trattamento con lo zolfo andrà così attuato nelle ore più fresche
della giornata, da considerare pure che la sua attività diminuisce
con l’aumento dell’umidità relativa dell’ambiente.
In alternativa ai prodotti rameici è possibile utilizzare la Dodina,
massimo due trattamenti all’anno.
Dodina: attenzione alle mescolanze, non va miscelata con il Fosmet, in quanto potrebbe provocare fitossicità.
Solamente per le aziende che in pre-fioritura non hanno usato prodotti contenenti Trifloxystrobin+Tebuconazolo (Flint Max), è possibile usare la miscela fungicida Azoxystrobin+Difenoconazolo, o Difenoconazolo.
Il trattamento contro l’Occhio di pavone agisce anche contro
altre crittogame.

Facciamo il punto sul Dimetoato
Il 30 giugno prossimo scatta lo stop all’utilizzo del Dimetoato per la
difesa degli olivi dalla Mosca dell’olivo e, dal 31 gennaio 2020, è
scaduto il termine per la vendita di agrofarmaci contenenti questa
sostanza attiva.
A seguito della richiesta di deroga, alla quale si è associata anche
l’AIPO OP, è arrivata con la decisione del Servizio fitosanitario nazionale di autorizzare per ulteriori 120 giorni il Dimetoato contro la
mosca dell’olivo. Ora si attende solo l’autorizzazione del Ministero
della Salute, che ne consentirebbe l’uso solamente per quest’ultima
stagione agraria.
A partire dal 2021 il Dimetoato uscirà definitivamente di scena, a
meno che non ci siano altri provvedimenti che ne allunghino la vita.
E’ tuttavia quanto mai necessario modificare le strategie di contrasto contro la Mosca dell’olivo, argomento che abbiamo trattato e
approfondito più volte. Ritorniamo ancora sull’argomento, fiduciosi
che la massima latina “repetita iuvant”, ossia “giova sempre ripetere.
Iniziamo con il dire che la Mosca dell’olivo, Bactrocera oleae, è, al
momento, il parassita chiave nella produzione di olive.
Le larve di questo dittero si nutrono della polpa del frutto, creando
danni con perdite di produzione e limitando molto la qualità dell’olio
prodotto.
Eravamo abituati, nel caso di infestazioni, a ricorrere ad un’ottima
molecola di fosforganico, il Dimetoato, dall’elevata azione citotropica che, filtrando all’interno della polpa dell’oliva raggiungeva uova e
larve e le faceva morire.
Il Dimetoato riusciva a coniugare un limitato costo d’acquisto, un
trattamento ad ettaro costava circa 70,00 €, alla capacità di essere
idrosolubile, così, durante la molitura gli eventuali residui se ne andavano pressoché tutti con le acque di vegetazione, lasciando,
nell’eventualità, minime tracce nell’olio di oliva.
Questa qualità del Dimetoato non ha però persuaso la Commissione
Europea che, proprio un anno fa, il 26 giugno 2019, ha valutato che
“non è stato possibile escludere il rischio di esposizione per consumatori, operatori, lavoratori, astanti e residenti a causa della loro
esposizione a residui di dimetoato, del quale non è stato possibile
escludere il potenziale genotossico, e al suo principale metabolita
Ometoato che, secondo le conclusioni della maggioranza degli esperti della valutazione inter pares, è un agente mutageno in vivo”.
Vale a dire che il Dimetoato, se assimilato, è soggetto a un cambiamento in forme più semplici, tra queste l’Ometoato, sostanza che
potrebbe alterare la normale riproduzione delle cellule, determinando così un rischio elevato per la salute dei mammiferi e degli insetti
non bersaglio.

Il post Dimetoato
Questa revoca ci obbliga, peraltro, a cambiare sostanze attive per la difesa dell’oliveto, sostituendolo con l’Acetamiprid e il Fosmet, definiti insetticidi larvicidi, e la Deltametrina, definito insetticida adulticida.
Lotta larvicida
La lotta larvicida si avvale dell’utilizzo di insetticidi citotropici e/o sistemici
che penetrano nella polpa dell’oliva, raggiungono e uccidono le uova e le
giovani larve.
Il principale vantaggio di questo sistema di difesa consiste nella possibilità
di intervenire anche con infestazione in atto, bloccandone l’evoluzione e
prevenendo il conseguente danno.
Le sostanze attive a disposizione sono l’Acetaprimid, un neonicotinoide,
con una elevata sistemia e attività citotropica-translaminare, dobbiamo
imparare a conoscerlo meglio, anche se già lo utilizziamo da qualche anno.
Poi abbiamo il Fosmet: è un tradizionale fosforganico, con un difetto, a
causa della bassa idrosolubilità può lasciare residui nell’olio e, questo, è
un vero problema.
Lotta adulticida
La lotta adulticida è data dall’uccisione degli adulti della Mosca, si può realizzare con l’irrorazione di sostanze attive, Deltametrina, esche avvelenate su parte della chioma, Spinosad, la Beauveria bassiana, Piretrine pure,
o con dispositivi di vario tipo, da collocare sulle piante, genericamente
chiamati trappole,.
Deltametrina è un piretroide che agisce per contatto e per ingestione.
Spinosad, insetticida di origine biologica prodotto da un batterio il Saccharopolyspora spinosa che produce due tossine la spinosina A e la spinosina
B, denominate genericamente spinosine.
La Beauveria bassiana è un fungo endofita ed entomopatogeno, che si introduce all’interno dell’insetto, Mosca dell’olivo, in seguito alla germinazione delle spore.
Questa avviene quando questo fungo entra in contatto con lo strato protettivo che riveste esternamente il corpo della Mosca, cuticola, in particolari condizioni di temperatura ed elevata umidità relativa. Il fungo emette
un sottile filamento, ifa, che si sviluppa aderendo al corpo dell’insetto infettandolo tutto.
Questo fungo produce delle tossine che causano la morte della Mosca entro 3-5 giorni.
Le Piretrine sono composti naturali che utilizzano le proprietà insetticide
del piretro, estratto di certe specie di crisantemi.
Trappole Attract&Kill, di cui facilitiamo i nostri Soci con acquisti a prezzi
agevolati, sono di varia natura e conformazione, si va da pannelli, sacchetti e recipienti, che sono prodotti in contenitori di vario tipo assemblati
in maniera artigianale.
Gli attrattivi più frequenti sono sostanze ormonali per attirare i maschi,
ammoniacali e idrolizzati proteici.

Repellenti da polveri
Abbiamo fatto pure positive conoscenze con le Polveri di roccia,
quali Caolini, Bentoniti, Zeoliti, impiegati per imbrattare gli olivi e
renderli meno attrattivi da parte delle femmine di Mosca dell’olivo.
Rame e Dodina, perché due fungicidi contro la Mosca
dell’olivo?
Si conoscono già le interferenze del Rame sulla simbiosi batterica, o
endosimbiosi, della Mosca dell’olivo, ora si stanno studiando anche
gli effetti della Dodina.
Spieghiamo un po’ cos’è l’endosimbiosi, o simbiosi batterica.
Nel 1901 in fitopatologo italiano Lionello Petri, notò che nel primo
tratto dell’intestino della Mosca dell’olivo vi era un batterio: lo presentò come Pseudomonas savastanoi, che è l’agente della Rogna
dell’olivo.
Studi successivi hanno individuato che nella parte del tratto dello
stomaco della Mosca dell’olivo, dove si trovano delle fossette a forma di sacchettino, chiamato diverticolo esofageo, sono presenti più
specie di batteri, la principale è la Candidatus Erwinia dacicola.
Il batterio Candidatus Erwinia dacicola è preso dall’esterno e,
all’interno del diverticolo esofageo, si moltiplica.
La Mosca dell’olivo assume anche altri batteri che, per lei, sono
fonte di alimenti proteici. La Candidus Erwinia dacicola, dopo essersi
riprodotta in migliaia di individui nel diverticolo esofageo, passa nel
canale alimentare e, nel momento in cui la femmina deposita le uova, si colloca sulla parte esterna dell’uovo.
Quando nasce la giovane larva questa, con molta probabilità, si ciba
di quello che c’è vicino all’uovo, ma non conosciamo ancora bene
come avviene questo, fatto sta che i batteri di Candidus Erwinia dacicola giungono nel canale alimentare delle giovani larve che, grazie
alla presenza di questo batterio, riescono a utilizzare le proteine
della polpa delle olive, quindi a nutrirsi e crescere.
I batteri hanno così un ruolo vitale per la Mosca, primo perché sono
un alimento proteico quasi insostituibile, poi perché innescano i processi digestivi nelle larve giovani.
Importanza di queste conoscenze
L’interruzione della batterio-simbiosi nella Mosca, in particolare della specie di batterio Candidatus Erwinia dacicola, mediante sostanze
antibatteriche, Rame o Dodina, può così rappresentare un mezzo
alternativo all’uso di insetticidi tradizionali, adulticidi o larvicidi.
Va considerato che i prodotti rameici debbono essere, in ogni caso,
utilizzati secondo i limiti annuali e, in caso di produzione biologica,
vanno impiegati solo se esiste una dimostrata carenza di questo microelemento.

Segnalazione da associati
E’ stata segnalata nell’alto lago di Garda la presenza di Piralide dell’olivo,
Euzophera pinguis, dove le gallerie scavate dalle larve di questo lepidottero, una farfalla, provoca la morte della pianta.
Queste larve misurano 20 mm di lunghezza, sono verde chiaro con la testa e torace scuro. L’adulto è una farfalla dal colore beige scuro, con ali
quasi bianche.
Ha due generazioni all’inizio dell’anno, appare da aprile fino al mese di
maggio per la 1° generazione, in agosto – settembre per la 2° generazione.
Si sta valutando come combatterla.

Andamento meteo
In quest’ultima settimana si è avuta ancora instabilità e precipitazioni medie di 15 a 35 mm di pioggia, anche con carattere di temporali che ha portato qualche chicco di grandine.
Non sono stati però segnalati particolari eventi calamitosi.
Dalla giornata Sabato 20 ritorna la stabilità, con temperature in
progressivo aumento per tutta la settimana.
S’inizierà a sentire la prima estate.