info olivi

Situazione fitosanitaria
Tignola dell’olivo (Prays oleae):
negli oliveti dove si è attuato il trattamento fitosanitario,
si è riscontrata una diminuita presenza di catture.
Qualora non ancora eseguito, si consiglia di intervenire con un prodotto larvicida, Fosmet, che richiede nella preparazione una leggera acidificazione dell’acqua con
prodotti a base di acido citrico, o altri prodotti acidificanti,
o regolatori del pH.
In alternativa è possibile impiegare la sostanza attiva Spinetoram, un insetticida appartenente alla famiglia chimica
delle spinosine.
Negli oliveti a conduzione biologica è possibile utilizzare il Bacillus thuringiensis (si ricorda che questo prodotto svolge la sua azione quando le uova sono sul peduncolo, pertanto prima che la larva neonata penetri all’interno
dell’oliva), o Piretrine pure (biologiche) o Azadiractina.
Mosca delle olive (Bactrocera oleae):
il monitoraggio, ancora attuato per settori, ha evidenziato
limitate catture.
Le aziende olivicole che attuano il sistema di difesa per
cattura massale entro i prossimi dieci giorni potranno esporre le trappole per il contenimento del dittero.
Cocciniglia mezzo grano di pepe (Sassetia oleae):
oramai sono schiuse circa il 70% delle uova, si sta quindi
approssimandosi il periodo d’intervento. Si ricorda che
l’intervento insetticida contro la Tignola dell’olivo è utile
anche a limitare, se non eliminare, le neanidi di questa
cocciniglia.
Cimice asiatica (Halyomorpha halis):
aumento degli stadi giovanili e diminuzione degli adulti.
Rispetto allo scorso anno, la densità di popolazione della
generazione adulta svernante è meno elevata.
Venerdì scorso, 19 giugno, sono iniziati i lanci dell’insetto antagonista Trissolcus japonicus (Vespa samurai).

Occhio di pavone (Spilocaea oleagina), Lebbra
(Gloeosporium olivarum), Piombatura (Mycocentrospora
cladosporioides);
le temperature mediamente elevate e le ore di bagnatura
fogliare di questa settimana, date dallo sbalzo termico tra
giorno e notte, sono condizioni ideali per lo sviluppo di
questi parassiti fungini. Si consiglia di eseguire un trattamento con prodotti rameici.
Le aziende che in pre fioritura non hanno usato prodotti contenenti Trifloxystrobin+Tebuconazolo, possono utilizzare la miscela fungicida Azoxystrobin+Difenoconazolo, o Difenoconazolo (Score 25 EC
della Syngenta).
Fumaggine:
sinora negli oliveti colpiti da cocciniglie lo sviluppo di fumaggini rimane contenuto.
Tuttavia negli impianti dove la pressione di questi insetti è
più elevata, sono già visibili nuovi imbrattamenti sia su foglie e sia su germogli.
L’alto tasso di umidità relativa ne favorisce lo sviluppo; è
possibile intervenire con ossicloruro di rame alla dose di 500 grammi per ettolitro di acqua.
Gli interventi contro l’Occhio di Pavone, sia con rameici sia
con fungicida Azoxystrobin+Difenoconazolo, o Difenoconazolo sono utili anche contro gli agenti fungini che causano la Fumaggine.

Rogna dell’olivo (Pseudomonas syringae savastanoi):
si è notato un incremento delle infezioni, favorite da temperature miti e da elevata umidità oltre che da fattori predisponenti quali lesioni o microlesioni.
Gli interventi contro l’Occhio di Pavone con prodotti
rameici sono utili anche contro la Rogna dell’olivo.

Rogna dell’olivo (Pseudomonas syringae savastanoi):
si è notato un incremento delle infezioni, favorite da temperature miti e da elevata umidità oltre che da fattori predisponenti quali lesioni o microlesioni.
Gli interventi contro l’Occhio di Pavone con prodotti
rameici sono utili anche contro la Rogna dell’olivo.
Considerazioni
Se facciamo un po’ di
storia, sappiamo che
l’oliva immatura è molto
resistente ai patogeni
fungini, ma le nostre
certezze sono state poste in discussione dal
2012.
Nel 2016 e nel 2017 si è
riscontrata la presenza
del fungo parassita Botryosphaeria dothidea,
unita ad altri suoi similari funghi, principalmente il Diplodia olivarum.
Nei primi tempi le olive ancora verdi perché il picciolo raggrinziva e non svolgeva più la sua funzione di sostenere e
alimentare il frutto.
Questi patogeni hanno poi mostrato una nuova capacità di
attaccare anche le piccole olive provocando una lesione
infossata e necrotica, a forma circolare con un diametro di
circa 8 o 10 mm, che poteva raggiungere ma non superare 1 cm.
Questa lesione si presentava, e si mostra ancora, come
compare dalle foto sopra esposte, con un bordo ben definito che segna i tessuti infetti da quelli sani.
Con il progredire della malattia, le macchie necrotiche si
espandevano e alla fine comprendevano l’intero frutto e le
olive cadevano, fenomeno che sembra ripetersi anche in
quest’annata.
Rame, una volta introdotto all’interno della pianta, oltre a essere un microelemento per l’alimentazione
della pianta, ha la funzione di attivare gli enzimi preposti alla fotosintesi clorofilliana, che sono undici, il
più importante è il fosforibulochinasi,
Il Rame partecipa poi ai processi fotosintetici e respiratori, alla sintesi delle proteine e nella formazione
degli ormoni della crescita, come l’acido indolacetico.
Non vanno poi dimenticate le funzioni di fungicida e battericida del rame, nella forma fosfito, il
rame contribuisce al contenimento di un’ampia gamma di patologie fungine.
Servizio Meteo
In questa settimana siamo entrati nella stagione estiva.
Le temperature si sono alzate velocemente e si sono portate sopra le serie storiche attese per il periodo.
E’ da considerare che sino a lunedì 20 giugno le medie
giornaliere sono state sotto i valori storici di circa 1,5-2,0°
C.
Le alte temperature potrebbero rimanere tali fino alla fine
di questo mese considerando che Sabato 27 giugno il cielo
sarà in prevalenza sereno.
Probabilmente da mercoledì 1 luglio il cielo tenderà a farsi
a tratti nuvoloso, ma le temperature massime tenderanno
a diminuire sino a portarsi a valori normali per la stagione, mentre la notte continuerà a essere sempre elevate.
Come limitare i danni
Non ci sono Agrofarmaci registrati su olivo contro i funghi
patogeni di Botryosphaeria dothidea e Diplodia olivarum,
hanno effetto limitante quelli utilizzati per l’Occhio di pavone, particolarmente il Difenoconazolo (Score 25EC).
Ad ogni modo è possibile stimolare il metabolismo secondario della pianta a emettere sostanze che ostacolano
questi funghi patogeni, come le fitoalessine, i fenoli, le lignine. Utili a questo scopo sono i fosfiti.
In commercio prodotti a base fosfito di rame, ad esempio il Kalex Cu, utili nell’olivicoltura tradizionale.
Per l’olivicoltura biologica abbiamo invece amminoacidi e
rame, come il Promet Cu.
Entriamo nelle piante a vedere come funzionano i
fosfiti e il rame.
Fosfiti: promuovono e accelerano la sintesi delle fitoalessine, che sono sostanze naturali che accrescono la
resistenza delle piante verso i patogeni fungini e
quelli batterici.
Esempi di fitoalessine sono la Pinosilvina, il Resveratrolo, il Resorcinolo, sostanze che dovrebbero gradualmente entrare nel nostro modo di parlare, perché sono sempre studiati quali principi attivi per la
realizzazione di fitofarmaci per curare le piante da
attacchi fungini e sta situazioni di stress.
Sostanzialmente i fosfiti di potassio sono sali che
concorrono alla fertilizzazione delle piante, hanno elevato contenuto in P2O5 e sono solubili in acqua.
La caratteristica dei fosfiti di potassio è che penetrano con facilità nei tessuti delle piante e si muovono
sia salendo verso la chioma e sia discendendo nelle
radici. Rispetto ai fosfati di potassio, hanno, a parità
di peso, aumenti quantità di P2O5 e K2O.
Una volta entrati nella cellula vegetale, oltre che
svolgere a una funzione di nutrizione, favoriscono la
sintesi di fitoalessine endogene, a contrasto dei patogeni fungini e batterici.