INFO OLIVI 060320

Disseccamenti su foglie d’olivo:
si stanno notando in più oliveti la comparsa di disseccamenti fogliari.
Come lo si individua a occhio nell’oliveto?
E’ facile notare nella chioma la comparsa di disseccamenti perché interessano una buona parte delle superficie fogliare.
Le foglie inizialmente subiscono un processo di decolorazione, diventando più chiare, per diventare, poi, sempre più giallo pallido sino a seccare,
assumendo una colorazione brunastra.
I rami colpiti sono ben visibili e si avvistano subito facendo da contrasto
con la vegetazione sana.
Da un singolo ramo il patogeno può estendersi ad altre parti della pianta.
A volte i rametti presentano dei piccoli cancri longitudinali e imbrunimenti discontinui del legno.
La malattia è data da un complessa unione di funghi parassiti che vivono
all’interno dell’olivo, endoparassiti, e da diverse specie dei altri funghi
patogeni del genere Botryosphaeria.
Queste crittogame svernano sotto forma di picnidi, che sono i corpi riproduttivi dei funghi, su parti vegetali dell’olivo precedentemente infettati.
Verso la fine dell’inverno, man mano che le temperature s’innalzano, i
picnidi maturano e originano i conidi, che sono le parti da cui i funghi
traggono origine, o si propagano, che si disseminano nell’ambiente ed aggrediscono nuovi tessuti diffondendo l’infezione.
L’infezione sia da funghi endogeni che da Botryosphaeria, oltre che provocare una caduta delle foglie, contribuisce ad aggravare lo stato sanitario delle piante e la renda più sensibile agli stress.
Cosa fare e quali prodotti anticrittogamici utilizzare?
In presenza di disseccamenti è bene eliminare i rami infetti, tagliandoli
almeno a 10-15 centimetri al di sotto della zona colpita.
Le parti recise vanno poi tolte dall’oliveto e, tempestivamente, bruciate
per ridurre la fonte di ulteriori infezioni.
Disinfettare gli attrezzi da taglio, per non espandere il contagio.
I prodotti fungicidi da utilizzare sono i prodotti rameici, ossicloruri o
poltiglia bordolese.
Come fare in azienda la poltiglia bordolese?
Chi desidera produrre in azienda la Poltiglia bordolese, solfato rame +
calce, può procedere così:
1. se si deve intervenire dopo la potatura per disinfettare, quindi c’è
bisogno di un’azione molto rapida e di breve durata, si deve usare
una poltiglia bordolese tendente all’acido, la dose per 100 litri di
acqua è di 650 grammi di solfato rameico e 400 grammi di calce idrata, sia il solfato rameico che la calce idrata vanno prima sciolti in
circa un litro di acqua e poi versati sui 100 litri.
2. Se si deve intervenire contro disseccamenti già in atto, ma non eccessivi, si userà una poltiglia bordolese neutra, in questo caso utilizzerò una poltiglia bordolese neutra, dove, per 100 litri di acqua,
andrò ad utilizzare 500 grammi di solfato rameico e 500 grammi di
calce idrata.
3. In presenza di disseccamenti importanti allora si utilizzerà ancora
una poltiglia bordolese neutra, quindi per 100 litri di acqua 600
grammi di solfato rameico e 800 grammi di calce idrata.