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info olivi

Situazione fitosanitaria
Tignola dell’olivo (Prays oleae):
negli oliveti dove si è attuato il trattamento fitosanitario,
si è riscontrata una diminuita presenza di catture.
Qualora non ancora eseguito, si consiglia di intervenire con un prodotto larvicida, Fosmet, che richiede nella preparazione una leggera acidificazione dell’acqua con
prodotti a base di acido citrico, o altri prodotti acidificanti,
o regolatori del pH.
In alternativa è possibile impiegare la sostanza attiva Spinetoram, un insetticida appartenente alla famiglia chimica
delle spinosine.
Negli oliveti a conduzione biologica è possibile utilizzare il Bacillus thuringiensis (si ricorda che questo prodotto svolge la sua azione quando le uova sono sul peduncolo, pertanto prima che la larva neonata penetri all’interno
dell’oliva), o Piretrine pure (biologiche) o Azadiractina.
Mosca delle olive (Bactrocera oleae):
il monitoraggio, ancora attuato per settori, ha evidenziato
limitate catture.
Le aziende olivicole che attuano il sistema di difesa per
cattura massale entro i prossimi dieci giorni potranno esporre le trappole per il contenimento del dittero.
Cocciniglia mezzo grano di pepe (Sassetia oleae):
oramai sono schiuse circa il 70% delle uova, si sta quindi
approssimandosi il periodo d’intervento. Si ricorda che
l’intervento insetticida contro la Tignola dell’olivo è utile
anche a limitare, se non eliminare, le neanidi di questa
cocciniglia.
Cimice asiatica (Halyomorpha halis):
aumento degli stadi giovanili e diminuzione degli adulti.
Rispetto allo scorso anno, la densità di popolazione della
generazione adulta svernante è meno elevata.
Venerdì scorso, 19 giugno, sono iniziati i lanci dell’insetto antagonista Trissolcus japonicus (Vespa samurai).

Occhio di pavone (Spilocaea oleagina), Lebbra
(Gloeosporium olivarum), Piombatura (Mycocentrospora
cladosporioides);
le temperature mediamente elevate e le ore di bagnatura
fogliare di questa settimana, date dallo sbalzo termico tra
giorno e notte, sono condizioni ideali per lo sviluppo di
questi parassiti fungini. Si consiglia di eseguire un trattamento con prodotti rameici.
Le aziende che in pre fioritura non hanno usato prodotti contenenti Trifloxystrobin+Tebuconazolo, possono utilizzare la miscela fungicida Azoxystrobin+Difenoconazolo, o Difenoconazolo (Score 25 EC
della Syngenta).
Fumaggine:
sinora negli oliveti colpiti da cocciniglie lo sviluppo di fumaggini rimane contenuto.
Tuttavia negli impianti dove la pressione di questi insetti è
più elevata, sono già visibili nuovi imbrattamenti sia su foglie e sia su germogli.
L’alto tasso di umidità relativa ne favorisce lo sviluppo; è
possibile intervenire con ossicloruro di rame alla dose di 500 grammi per ettolitro di acqua.
Gli interventi contro l’Occhio di Pavone, sia con rameici sia
con fungicida Azoxystrobin+Difenoconazolo, o Difenoconazolo sono utili anche contro gli agenti fungini che causano la Fumaggine.

Rogna dell’olivo (Pseudomonas syringae savastanoi):
si è notato un incremento delle infezioni, favorite da temperature miti e da elevata umidità oltre che da fattori predisponenti quali lesioni o microlesioni.
Gli interventi contro l’Occhio di Pavone con prodotti
rameici sono utili anche contro la Rogna dell’olivo.

Rogna dell’olivo (Pseudomonas syringae savastanoi):
si è notato un incremento delle infezioni, favorite da temperature miti e da elevata umidità oltre che da fattori predisponenti quali lesioni o microlesioni.
Gli interventi contro l’Occhio di Pavone con prodotti
rameici sono utili anche contro la Rogna dell’olivo.
Considerazioni
Se facciamo un po’ di
storia, sappiamo che
l’oliva immatura è molto
resistente ai patogeni
fungini, ma le nostre
certezze sono state poste in discussione dal
2012.
Nel 2016 e nel 2017 si è
riscontrata la presenza
del fungo parassita Botryosphaeria dothidea,
unita ad altri suoi similari funghi, principalmente il Diplodia olivarum.
Nei primi tempi le olive ancora verdi perché il picciolo raggrinziva e non svolgeva più la sua funzione di sostenere e
alimentare il frutto.
Questi patogeni hanno poi mostrato una nuova capacità di
attaccare anche le piccole olive provocando una lesione
infossata e necrotica, a forma circolare con un diametro di
circa 8 o 10 mm, che poteva raggiungere ma non superare 1 cm.
Questa lesione si presentava, e si mostra ancora, come
compare dalle foto sopra esposte, con un bordo ben definito che segna i tessuti infetti da quelli sani.
Con il progredire della malattia, le macchie necrotiche si
espandevano e alla fine comprendevano l’intero frutto e le
olive cadevano, fenomeno che sembra ripetersi anche in
quest’annata.
Rame, una volta introdotto all’interno della pianta, oltre a essere un microelemento per l’alimentazione
della pianta, ha la funzione di attivare gli enzimi preposti alla fotosintesi clorofilliana, che sono undici, il
più importante è il fosforibulochinasi,
Il Rame partecipa poi ai processi fotosintetici e respiratori, alla sintesi delle proteine e nella formazione
degli ormoni della crescita, come l’acido indolacetico.
Non vanno poi dimenticate le funzioni di fungicida e battericida del rame, nella forma fosfito, il
rame contribuisce al contenimento di un’ampia gamma di patologie fungine.
Servizio Meteo
In questa settimana siamo entrati nella stagione estiva.
Le temperature si sono alzate velocemente e si sono portate sopra le serie storiche attese per il periodo.
E’ da considerare che sino a lunedì 20 giugno le medie
giornaliere sono state sotto i valori storici di circa 1,5-2,0°
C.
Le alte temperature potrebbero rimanere tali fino alla fine
di questo mese considerando che Sabato 27 giugno il cielo
sarà in prevalenza sereno.
Probabilmente da mercoledì 1 luglio il cielo tenderà a farsi
a tratti nuvoloso, ma le temperature massime tenderanno
a diminuire sino a portarsi a valori normali per la stagione, mentre la notte continuerà a essere sempre elevate.
Come limitare i danni
Non ci sono Agrofarmaci registrati su olivo contro i funghi
patogeni di Botryosphaeria dothidea e Diplodia olivarum,
hanno effetto limitante quelli utilizzati per l’Occhio di pavone, particolarmente il Difenoconazolo (Score 25EC).
Ad ogni modo è possibile stimolare il metabolismo secondario della pianta a emettere sostanze che ostacolano
questi funghi patogeni, come le fitoalessine, i fenoli, le lignine. Utili a questo scopo sono i fosfiti.
In commercio prodotti a base fosfito di rame, ad esempio il Kalex Cu, utili nell’olivicoltura tradizionale.
Per l’olivicoltura biologica abbiamo invece amminoacidi e
rame, come il Promet Cu.
Entriamo nelle piante a vedere come funzionano i
fosfiti e il rame.
Fosfiti: promuovono e accelerano la sintesi delle fitoalessine, che sono sostanze naturali che accrescono la
resistenza delle piante verso i patogeni fungini e
quelli batterici.
Esempi di fitoalessine sono la Pinosilvina, il Resveratrolo, il Resorcinolo, sostanze che dovrebbero gradualmente entrare nel nostro modo di parlare, perché sono sempre studiati quali principi attivi per la
realizzazione di fitofarmaci per curare le piante da
attacchi fungini e sta situazioni di stress.
Sostanzialmente i fosfiti di potassio sono sali che
concorrono alla fertilizzazione delle piante, hanno elevato contenuto in P2O5 e sono solubili in acqua.
La caratteristica dei fosfiti di potassio è che penetrano con facilità nei tessuti delle piante e si muovono
sia salendo verso la chioma e sia discendendo nelle
radici. Rispetto ai fosfati di potassio, hanno, a parità
di peso, aumenti quantità di P2O5 e K2O.
Una volta entrati nella cellula vegetale, oltre che
svolgere a una funzione di nutrizione, favoriscono la
sintesi di fitoalessine endogene, a contrasto dei patogeni fungini e batterici.

info olivi 220620

Fase fenologica:
primo ingrossamento delle olive, mediamente hanno raggiunto le
dimensioni di 7-10 mm.
Si è riscontrato che nei pochi oliveti oltre i 600 metri di altezza, poco esposti, si è ancora nella fase di caduta petali.

Situazione fitosanitaria
Tignola dell’olivo (Prays oleae):
l’attività di monitoraggio di adulti con trappole a feromoni indica che
si sta entrando nella fase compresa tra il picco di catture e la fine
della curva di volo.
Entro i prossimi 10 giorni andrà effettuato un trattamento
larvicida, utilizzando come sostanza attiva il Fosmet (Spada 50
WG); si ricorda che va acidificata l’acqua di soluzione.
In alternativa è possibile impiegare la sostanza attiva Spinetoram (esempio: Delegate WDG) . Questo intervento fitosanitaria ha
anche il compito di pulizia nei confronti di altri parassiti animali.
Spinetoram
Lo Spinetoram è della stessa famiglia delle spinosine, agisce per ingestione e per contatto, passa all’interno dei tessuti vegetali ma
non si sposta dalle foglie trattate, mentre è in grado di spostarsi
dalle radici verso le parti alte della pianta attraverso i tessuti vascolari.
Si precisa che, secondo le Linee tecniche di difesa fitosanitaria 2020, per le attività di contrasto alla Tignola va eseguito
massimo un trattamento all’anno con prodotti di sintesi.
Oliveti a conduzione Biologica
Negli oliveti condotti in agricoltura biologica vanno utilizzate Piretrine pure o il Bacillus thuringiensis.
Il trattamento va eseguito alla sera in quanto le piretrine sono
facilmente degradate dai raggi solari. Questo vale anche per il
Bacillus thuringiensis, da usare di sera o di prima mattina; non
va miscelato con altri prodotti fitosanitari e va ripetuto dopo una
settimana.
Cocciniglia mezzo grano di pepe (Saissetia oleae):
sono uscite le neanidi. Al momento non si ha la massima comparsa
utile a giustificare un intervento specifico; va considerato che alcuni
prodotti usati per la Tignola hanno effetto anche contro questo parassita.

Mosca dell’olivo (Bactrocera oleae): è il momento di esporre le
trappole per la cattura massale.

Cimice asiatica (Halyomorpha halys):
si assiste al passaggio generazionale, aumentano gli stadi giovanili
e diminuiscono sempre più quelli di adulto svernante, che si azzera
fino a tarda estate.
Occhio di pavone (Spilocaea oleagina):
l’elevata umidità favorisce le infezioni di questa crittogama, particolarmente in zone notoriamente favorevoli.
Le bagnature fogliari giornaliere sono state in questo periodo molto
lunghe.
Negli oliveti con accertate infezioni e con olive che sono già nella
fase di primo accrescimento, si consiglia di effettuare un trattamento con prodotti rameici uniti a zolfo (eventualmente in miscela con il
Fosmet).
Zolfo: attenzione all’orario
In giornate soleggiate è facile che nelle ore più calde si superino i
30°C, così gli zolfi, in particolare quelli a particelle più fini, possono
diventare fitotossici.
Il trattamento con lo zolfo andrà così attuato nelle ore più fresche
della giornata, da considerare pure che la sua attività diminuisce
con l’aumento dell’umidità relativa dell’ambiente.
In alternativa ai prodotti rameici è possibile utilizzare la Dodina,
massimo due trattamenti all’anno.
Dodina: attenzione alle mescolanze, non va miscelata con il Fosmet, in quanto potrebbe provocare fitossicità.
Solamente per le aziende che in pre-fioritura non hanno usato prodotti contenenti Trifloxystrobin+Tebuconazolo (Flint Max), è possibile usare la miscela fungicida Azoxystrobin+Difenoconazolo, o Difenoconazolo.
Il trattamento contro l’Occhio di pavone agisce anche contro
altre crittogame.

Facciamo il punto sul Dimetoato
Il 30 giugno prossimo scatta lo stop all’utilizzo del Dimetoato per la
difesa degli olivi dalla Mosca dell’olivo e, dal 31 gennaio 2020, è
scaduto il termine per la vendita di agrofarmaci contenenti questa
sostanza attiva.
A seguito della richiesta di deroga, alla quale si è associata anche
l’AIPO OP, è arrivata con la decisione del Servizio fitosanitario nazionale di autorizzare per ulteriori 120 giorni il Dimetoato contro la
mosca dell’olivo. Ora si attende solo l’autorizzazione del Ministero
della Salute, che ne consentirebbe l’uso solamente per quest’ultima
stagione agraria.
A partire dal 2021 il Dimetoato uscirà definitivamente di scena, a
meno che non ci siano altri provvedimenti che ne allunghino la vita.
E’ tuttavia quanto mai necessario modificare le strategie di contrasto contro la Mosca dell’olivo, argomento che abbiamo trattato e
approfondito più volte. Ritorniamo ancora sull’argomento, fiduciosi
che la massima latina “repetita iuvant”, ossia “giova sempre ripetere.
Iniziamo con il dire che la Mosca dell’olivo, Bactrocera oleae, è, al
momento, il parassita chiave nella produzione di olive.
Le larve di questo dittero si nutrono della polpa del frutto, creando
danni con perdite di produzione e limitando molto la qualità dell’olio
prodotto.
Eravamo abituati, nel caso di infestazioni, a ricorrere ad un’ottima
molecola di fosforganico, il Dimetoato, dall’elevata azione citotropica che, filtrando all’interno della polpa dell’oliva raggiungeva uova e
larve e le faceva morire.
Il Dimetoato riusciva a coniugare un limitato costo d’acquisto, un
trattamento ad ettaro costava circa 70,00 €, alla capacità di essere
idrosolubile, così, durante la molitura gli eventuali residui se ne andavano pressoché tutti con le acque di vegetazione, lasciando,
nell’eventualità, minime tracce nell’olio di oliva.
Questa qualità del Dimetoato non ha però persuaso la Commissione
Europea che, proprio un anno fa, il 26 giugno 2019, ha valutato che
“non è stato possibile escludere il rischio di esposizione per consumatori, operatori, lavoratori, astanti e residenti a causa della loro
esposizione a residui di dimetoato, del quale non è stato possibile
escludere il potenziale genotossico, e al suo principale metabolita
Ometoato che, secondo le conclusioni della maggioranza degli esperti della valutazione inter pares, è un agente mutageno in vivo”.
Vale a dire che il Dimetoato, se assimilato, è soggetto a un cambiamento in forme più semplici, tra queste l’Ometoato, sostanza che
potrebbe alterare la normale riproduzione delle cellule, determinando così un rischio elevato per la salute dei mammiferi e degli insetti
non bersaglio.

Il post Dimetoato
Questa revoca ci obbliga, peraltro, a cambiare sostanze attive per la difesa dell’oliveto, sostituendolo con l’Acetamiprid e il Fosmet, definiti insetticidi larvicidi, e la Deltametrina, definito insetticida adulticida.
Lotta larvicida
La lotta larvicida si avvale dell’utilizzo di insetticidi citotropici e/o sistemici
che penetrano nella polpa dell’oliva, raggiungono e uccidono le uova e le
giovani larve.
Il principale vantaggio di questo sistema di difesa consiste nella possibilità
di intervenire anche con infestazione in atto, bloccandone l’evoluzione e
prevenendo il conseguente danno.
Le sostanze attive a disposizione sono l’Acetaprimid, un neonicotinoide,
con una elevata sistemia e attività citotropica-translaminare, dobbiamo
imparare a conoscerlo meglio, anche se già lo utilizziamo da qualche anno.
Poi abbiamo il Fosmet: è un tradizionale fosforganico, con un difetto, a
causa della bassa idrosolubilità può lasciare residui nell’olio e, questo, è
un vero problema.
Lotta adulticida
La lotta adulticida è data dall’uccisione degli adulti della Mosca, si può realizzare con l’irrorazione di sostanze attive, Deltametrina, esche avvelenate su parte della chioma, Spinosad, la Beauveria bassiana, Piretrine pure,
o con dispositivi di vario tipo, da collocare sulle piante, genericamente
chiamati trappole,.
Deltametrina è un piretroide che agisce per contatto e per ingestione.
Spinosad, insetticida di origine biologica prodotto da un batterio il Saccharopolyspora spinosa che produce due tossine la spinosina A e la spinosina
B, denominate genericamente spinosine.
La Beauveria bassiana è un fungo endofita ed entomopatogeno, che si introduce all’interno dell’insetto, Mosca dell’olivo, in seguito alla germinazione delle spore.
Questa avviene quando questo fungo entra in contatto con lo strato protettivo che riveste esternamente il corpo della Mosca, cuticola, in particolari condizioni di temperatura ed elevata umidità relativa. Il fungo emette
un sottile filamento, ifa, che si sviluppa aderendo al corpo dell’insetto infettandolo tutto.
Questo fungo produce delle tossine che causano la morte della Mosca entro 3-5 giorni.
Le Piretrine sono composti naturali che utilizzano le proprietà insetticide
del piretro, estratto di certe specie di crisantemi.
Trappole Attract&Kill, di cui facilitiamo i nostri Soci con acquisti a prezzi
agevolati, sono di varia natura e conformazione, si va da pannelli, sacchetti e recipienti, che sono prodotti in contenitori di vario tipo assemblati
in maniera artigianale.
Gli attrattivi più frequenti sono sostanze ormonali per attirare i maschi,
ammoniacali e idrolizzati proteici.

Repellenti da polveri
Abbiamo fatto pure positive conoscenze con le Polveri di roccia,
quali Caolini, Bentoniti, Zeoliti, impiegati per imbrattare gli olivi e
renderli meno attrattivi da parte delle femmine di Mosca dell’olivo.
Rame e Dodina, perché due fungicidi contro la Mosca
dell’olivo?
Si conoscono già le interferenze del Rame sulla simbiosi batterica, o
endosimbiosi, della Mosca dell’olivo, ora si stanno studiando anche
gli effetti della Dodina.
Spieghiamo un po’ cos’è l’endosimbiosi, o simbiosi batterica.
Nel 1901 in fitopatologo italiano Lionello Petri, notò che nel primo
tratto dell’intestino della Mosca dell’olivo vi era un batterio: lo presentò come Pseudomonas savastanoi, che è l’agente della Rogna
dell’olivo.
Studi successivi hanno individuato che nella parte del tratto dello
stomaco della Mosca dell’olivo, dove si trovano delle fossette a forma di sacchettino, chiamato diverticolo esofageo, sono presenti più
specie di batteri, la principale è la Candidatus Erwinia dacicola.
Il batterio Candidatus Erwinia dacicola è preso dall’esterno e,
all’interno del diverticolo esofageo, si moltiplica.
La Mosca dell’olivo assume anche altri batteri che, per lei, sono
fonte di alimenti proteici. La Candidus Erwinia dacicola, dopo essersi
riprodotta in migliaia di individui nel diverticolo esofageo, passa nel
canale alimentare e, nel momento in cui la femmina deposita le uova, si colloca sulla parte esterna dell’uovo.
Quando nasce la giovane larva questa, con molta probabilità, si ciba
di quello che c’è vicino all’uovo, ma non conosciamo ancora bene
come avviene questo, fatto sta che i batteri di Candidus Erwinia dacicola giungono nel canale alimentare delle giovani larve che, grazie
alla presenza di questo batterio, riescono a utilizzare le proteine
della polpa delle olive, quindi a nutrirsi e crescere.
I batteri hanno così un ruolo vitale per la Mosca, primo perché sono
un alimento proteico quasi insostituibile, poi perché innescano i processi digestivi nelle larve giovani.
Importanza di queste conoscenze
L’interruzione della batterio-simbiosi nella Mosca, in particolare della specie di batterio Candidatus Erwinia dacicola, mediante sostanze
antibatteriche, Rame o Dodina, può così rappresentare un mezzo
alternativo all’uso di insetticidi tradizionali, adulticidi o larvicidi.
Va considerato che i prodotti rameici debbono essere, in ogni caso,
utilizzati secondo i limiti annuali e, in caso di produzione biologica,
vanno impiegati solo se esiste una dimostrata carenza di questo microelemento.

Segnalazione da associati
E’ stata segnalata nell’alto lago di Garda la presenza di Piralide dell’olivo,
Euzophera pinguis, dove le gallerie scavate dalle larve di questo lepidottero, una farfalla, provoca la morte della pianta.
Queste larve misurano 20 mm di lunghezza, sono verde chiaro con la testa e torace scuro. L’adulto è una farfalla dal colore beige scuro, con ali
quasi bianche.
Ha due generazioni all’inizio dell’anno, appare da aprile fino al mese di
maggio per la 1° generazione, in agosto – settembre per la 2° generazione.
Si sta valutando come combatterla.

Andamento meteo
In quest’ultima settimana si è avuta ancora instabilità e precipitazioni medie di 15 a 35 mm di pioggia, anche con carattere di temporali che ha portato qualche chicco di grandine.
Non sono stati però segnalati particolari eventi calamitosi.
Dalla giornata Sabato 20 ritorna la stabilità, con temperature in
progressivo aumento per tutta la settimana.
S’inizierà a sentire la prima estate.

bollettino olivi 130620

Difesa fitosanitaria:
Tignola dell’olivo (Prays oleae): nelle trappole da monitoraggio le catture dei voli di adulti, rilevate questa settimana, manifestano un continuo incrementato dei voli, ciò nonostante, al momento, non sono consigliati interventi a contrasto in quanto non si è ancora raggiunto il tempo migliore per eseguire il trattamento fitosanitario, che si ha nella fase discendente del volo degli adulti, dopo il picco delle catture che, probabilmente, verrà raggiunto la settimana prossima.
Negli oliveti dove regolarmente si presenta il problema della Tignola, pertanto, si ha una maggiore presenza del lepidottero, è possibile effettuare trattamenti a base di Bacillus thuringiensis.

Cocciniglia mezzo grano di pepe (Saissetia oleae): se ne segnala la presenza. Controllare le piante per verificare la presenza di forme giovanili mobili. La difesa va effettuata alla fuoriuscita delle neanidi quando sono visibili 5-10 neanidi per foglia. Come per la Tignola, con probabilità troveremo la settimana prossima una situazione in cui sarà corretto intervenire

Cimice Asiatica (Halyomorpha halis): continuano gli accoppiamenti, con presenza di ovature e neanidi. Nell’eventualità di elevate presenze dell’insetto è possibile limitare le ovideposizioni con prodotti repellenti, quali caolino o zeolite, abbinati a un adesivante, da considerare che la settimana prossima sono previste ancora precipitazioni. Margaronia o Piralide dell’olivo (Palpita unionalis): è sempre più visibile la presenza di questo lepidottero sulle chiome degli olivi. Le larve provocano erosioni sulle foglie dei nuovi germogli, fasciate tra di loro da fili sericei. L’eventuale intervento fitosanitario contro la Tignola sarà utile a contenere la popolazione anche per questo insetto. Liotripide o Pidocchio nero dell’olivo (Liothrips oleae): la presenza di questi tripidi è superiore a quella degli anni precedenti, al moneto provoca danni alle foglie con deformazioni del lembo fogliare e arresto dello sviluppo. L’eventuale intervento fitosanitario contro la Tignola sarà utile a contenere la popolazione anche per questo insetto.

Parassiti fungini e Cascola verde anomala delle olive
La scarsa visibilità delle infezioni fungine a volte rendono difficile la gestione della difesa. Negli ultimi anni, negli areali olivicoli si è registrato un notevole aumento delle infezioni da ricercarsi nelle condizioni climatiche del periodo primaverileestivo, particolarmente favorevoli all’infezione fungina, nella gestione poco attenta della difesa, nonché da nuovi orizzonti climatici dati dai cambiamenti del clima che offrono nuove possibilità di vita a funghi patogeni emergenti. Gli errori che comunemente commessi sono dovuti all’insufficiente conoscenza del ciclo dei patogeni ed alla scarsa conoscenza delle prestazione dei prodotti disponibili. La vegetazione olivicola resta così esposta alle infezioni per diversi giorni. Nella messa a punto di una strategia di contenimento delle crittogame dell’oidio occorre innanzitutto considerare i diversi fattori di rischio, quali:
• andamento del clima, umidità e temperatura;
• andamento delle infezioni nei precedenti anni;
• presunto potenziale d’infezione;
• sensibilità delle varietà d’olivo a determinate malattie. Le ultime conoscenze sulle infezioni primarie portano a preferire interventi preventivi precoci per rendere più agevole il controllo della malattia nel proseguo della stagione. Vista la gamma di anticrittogamici disponibili è buona pratica alternare i prodotti con diverso meccanismo d’azione ed adottare le limitazioni d’uso previste dai disciplinari di produzione integrata della Regione.

Occhio di pavone o Cicloconio (Spilocaea oleaginea) e Cercosporiosi o Piombatura (Mycocentrospora cladosporioides) e Cascola verde anomala delle olive data da Botryospheria dothidea, Su tutto il territorio regionale è segnalata la presenza di Occhio di pavone, che si diffonde principalmente per l’elevata umidità e le temperature miti. Altre crittogame con queste condizioni sono in grado di diventare molto aggressive, particolarmente la Botryospheria dothidea, che causa la cascola verde anomala delle piccole olive; sulle olive si potrebbero sviluppare delle piccole aree depresse che, gradualmente, anneriscono e arrivano ad interessare l’intera superficie dell’oliva, che cade. L’infezione potrebbe interessare anche il picciolo, in questo caso si ha un veloce disseccamento e raggrinzimento dell’oliva, che assume una colorazione ferruginosa, poi cade.
Indirizzi di difesa contro queste crittogame: Per fornire una possibile alternativa in sostituzione del rame per le aziende che in pre fioritura non hanno usato prodotti contenenti Trifloxystrobin + Tebuconazolo (Flint max della Bayer), possono intervenire con prodotti a base di:
• Azoxystrobin + Difenoconazolo (Ortiva Top ® SC – Syngenta) per l’estensione di etichetta per l’olivo riferito all’Occhio di pavone (Spilocaea oleaginea);
• Difenoconazolo (SCORE 25 EC – Syngenta) registrato per Occhio di pavone (Spilocaea oleaginea).

NOTE
L’Azoxystrobin appartiene alla famiglia chimica delle “strobilurine” (1) e Difenoconazolo appartiene alla famiglia chimica dei “triazoli” (2), sono due fungicidi dotati di persistenza e attività curativa. Sono stati inseriti nell’Allegato A al Decreto n. 20 del 16 Aprile 2020: Aggiornamento Linee Tecniche di Difesa Integrata del Veneto Aprile 2020. Questi due prodotti hanno la possibilità di controllare non solo l’Occhio di pavone, per il quale sono stati registrati, ma pure contengono anche altre crittogame appartenenti alla faglia deli asomiceti, Basiodiomiceti, Deuteromiceti.
L’Azoxystrobin dopo l’applicazione rimane in parte sulla superficie degli organi trattati ed in parte penetra, è assorbito dopo un giorno dal trattamento.
Il Difenoconazolo è subito assorbito dalle foglie quindi è poco o nulla dilavabile dalle piogge, penetra nelle foglie e si sposta prevalentemente verso l’alto, temperature comprese tra i 10 e i 25°C garantiscono un adeguato assorbimento del principio attivo entro 2-6 ore dal trattamento.
Strobilurine: queste sostanze agiscono contro le cellule dei funghi bloccandone la respirazione. E’ bene non usare molte le strobilurine da sole meglio e associarle con altre molecole che hanno un differente meccanismo d’azione, per non creare l’insorgere di fenomeni di resistenza sulle popolazioni fungine. Triazoli: nella cellula fungina bloccano la formazione dell’ergosterolo, un importante componente della membrana della cellula fungina, che muore.

Particolarmente nelle colline veronesi e in altre aree olivicole venete le violente piogge, anche con grandine, unite a forti venti hanno determinato un notevole stacco di piccole olive e danni alle chiome, nell’eventualità che non si intervenga contro altri parassiti fungini come sopra specificato, attuare un trattamento entro i cinque giorni successivi all’evento con prodotti a base di Dodina, 2 trattamenti all’anno, o prodotti rameici.

Situazione Meteorologica
Questa settimana à stata particolarmente piovosa, con temporali diffusi su tutto il territorio e, ogni volta, cadevano rovesci variabili dai 13 ai 20 mm d’acqua. La sommatoria delle piogge ha mediamente dato origine ad un accumulo d’acqua di circa 80-90 mm. Non sono mancati fenomeni grandinigeni localizzati e di particolare intensità. Le previsioni per i prossimi giorni sono orientate verso un miglioramento delle condizioni, probabilmente non arriveranno temporali che, ad ogni modo, sono normali nel mese di giugno. Oggi Sabato 13 il cielo del mattino sarà poco nuvoloso, ma, nel pomeriggio aumenterà la nuvolosità, senza dare origine a piogge. Lo stesso Domenica 14 avremo un’alternanza di nuvole e rasserenamenti, nel pomeriggio, come sempre, il cielo tenderà ad annuvolarsi, forse portando anche qualche pioggia. La settima si aprirà con un Lunedì 15 imbronciato, il cielo sarà parzialmente nuvoloso o nuvoloso, potremo avere delle piogge discontinue. La temperatura aumenterà di notte, ma si manterrà sotto la media di stagione durante la giornata. Martedì 16 e Mercoledì 17 ancora cielo parzialmente nuvoloso o nuvoloso, alcune piogge e temperature stazionarie di notte, ma di giorno tenderanno a portarsi su valori termici di stagione. Probabilmente da Giovedì 18 giugno avremo una tendenza alla stabilizzazione

info olivi 060620

Fenologia: si è in fioritura con oltre il 90% dei fiori aperti; tuttavia, secondo le condizioni climatiche delle diverse località, ci sono ancora oliveti con sub-fasi d’inizio fioritura mentre negli oliveti meglio esposti e con varietà precoci si è a caduta petali. Nell’alta collina della Lessinia, veronese e vicentina, e nella valli del trevigiano, la fioritura è più rallentata, per le temperature inferiori e per i maggiori sbalzi termici tra il giorno e la notte.

Situazione fitosanitaria
Tignola dell’olivo (Prays oleae): aumento del volo di adulti, in alcune zone anche con importanti catture; al momento non si consigliano interventi. Se si dovesse accertare la necessità di intervenire, utilizzare Bacillus thuringiensis, che colpisce le larve in nutrizione sui fiori.

Cocciniglia mezzo grano di pepe (Saissetia oleae): fase di deposizione delle uova da parte delle femmine di Cocciniglia mezzo grano di pepe; sono visibili e di colore rosato sollevandone lo scudetto, con schiuse che si stimano del 20%. Si rimanda ai prossimi bollettini l’aggiornamento sulla dinamica di sviluppo e le indicazioni per eventuali interventi di difesa.

Cecidomide o Rogna delle foglie dell’olivo (Dasineura Oleae): si segnala la presenza di larve di questo fitofago che, attaccando le foglie, ne provoca la formazione di galle. Non va attuato alcun intervento fitosanitario.

Cimice Asiatica (Halyomorpha halys): continua l’attività di accoppiamento, sono visibili le ovature sulla pagina inferiore delle foglie.

Occhio di pavone (Spilocaea oleaginea): le infezione di Occhio di Pavone sono presenti su tutti i territori olivicoli, anche con livelli molto elevati, favorite dalle condizioni climatiche di elevata umidità e temperature miti. Al momento non va attuato alcun intervento fitosanitario: è necessario attendere la fine completa della fioritura. I successivi trattamenti per contrastarlo, trattandosi di infezione, dovran essere rameici.

Disseccamenti della chioma
Nel caso si evidenziassero disseccamenti fogliari anomali, o di interi rametti, o branche, anche in singole piante, si consiglia di contattarci per una valutazione del caso e, eventualmente, un prelievo di materiale da sottoporre ad analisi.

cordiali saluti

FRANTOIO BALLARINI

info olivi 300520

Fase fenologica:
oramai oltre il 70% dei fiori sono aperti, in alcune varietà precoci e
ben esposte al sole si è già alla caduta petali, mentre negli areali
più freschi e meno soleggiatisi è a inizio fioritura.
La fioritura è abbondante e l’attuale situazione climatica sta avvantaggiando l’impollinazione, data da precipitazioni non abbondanti,
temperature comprese tra i 24 e i 26 °C, e una ventosità costante.
Gli olivi, grazie alle favorevoli condizioni termiche, evidenziano un
veloce sviluppo della vegetazione.

APPROFONDIMENTO
Perché l’olivo ha tanti fiori mentre l’allegagione è poca cosa?
E’una domanda che sovente viene rivolta. Cerchiamo di spiegare.
L’olivo ha una generosa produzione di
fiori, ma una bassa allegagione, che,
però, se compresa 2,5-3% è sufficiente a garantire un buon raccolto.
La bassa percentuale di fiori portati a
frutto nell’olivo è dovuta principalmente al fenomeno dell’auto incompatibilità, ossia quando il polline di una determinata varietà non è in grado di fecondare gli ovuli presenti nei suoi fiori, ma
pure, anche se in misura secondaria,
dalla fisiologia dei fiori dell’olivo. I fiori: dell’olivo si suddividono in tre ordini:
1) ermafroditi, o fiori perfetti, possiedono gli stami, apparati
sessuali maschili, e i pistilli, apparato sessuale femminile;
2) staminiferi, fiori a funzione maschile,;
3) pistilliferi, fiori a funzione femminile.
Va da se, considerato che se abbiamo dei fiori “perfetti”, gli ermafroditi, gli altri, gli staminiferi e pistilliferi, derivano da una anormalità di una parte del fiore che, originariamente, era ermafrodita, ma
che, durante la fioritura, mantengono una sola delle due funzioni.
Specifichiamo allora che i fiori staminiferi possono derivare o
dall’aborto dell’ovario, o dal disseccamento del pistillo, nell’uno o
nell’altro caso non può avvenire la fecondazione, però questi fiori
sono in grado di sviluppare le antere e produrre il polline.
Tutte, o quasi, le varietà d’olivo hanno una percentuale più o meno
elevata di fiori staminiferi, che è data proprio dalla genetica della
pianta d’olivo, però, c’è da dire, che una forte influenza l’ha la nutrizione dell’olivo e il suo equilibrio fisiologico.
I fiori pistilliferi sono dati perché, prima della schiusura del fiore, gli
organi sessuali maschili si atrofizzano, in questo modo le antere,
che sono la parte terminale degli stami, non sono più in grado di
produrre il polline, oppure, se ne producono, non è in grado di attuare la fecondazione.
La presenza percentuale di fiori pistilliferi sembra collegarsi al patrimonio genetico della varietà d’olivo.
La presenza di questi tre ordini di fiori sono presenti nell’olivo più di
quanto possiamo immaginare, sulle ragioni, però, non vi sono ancora studi approfonditi.

DIFESA FITOSANITARIA:
Tignola dell’olivo (Prays oleae):
le catture hanno evidenziato una notevole riduzione delle popolazioni del lepidottero, in quanto sta entrando nella fase discendente dei
voli della generazione fillofaga, che è quella che si nutre a spese
delle foglie.
Ora abbiamo la generazione antofaga, che attacca i fiori, e sta deponendo le uova, tra qualche giorno sarà possibile verificare se sui
fiori saranno presenti dei danni.
Al momento non si consiglia alcun trattamento fitosanitario,
pur tuttavia potrebbe verificarsi che, su oliveti dove in passato si
sono verificati attaccati importanti da Tignola, con conseguenti danni, si potrebbe interviene con Bacillus thuringiensis, agrofarmaco
che funziona in maniera mirata nei primi stadi dello sviluppo delle
larve che si nutrono a spese dei fiori; nel caso d’uso attuare
l’irrorazione preferibilmente nel tardo pomeriggio, prima che faccia
buio, perché questo batterio si degrada facilmente ai raggi solari,
mentre l’oscurità notturna e una buona presenza d’umidità lasciano
più tempo al batterio di agire

Cimice asiatica (Halyomorpha halys):
alla fine della settima scorsa e sino alla metà di questa le catture
eravamo in leggero calo, da mercoledì si è avuta una lieve crescita
con le prime presenze di individui di prima generazione estiva, a
questa seguiranno altre, in quanto gli adulti stanno continuando le
ovideposizioni.
Per limitare i danni di questo insetto è bene intervenire attuando
sfalci costante dell’erba sotto gli olivi, in luglio/agosto eliminare i
succhioni per rendere più difficoltoso lo stanziamento dell’insetto.
Cecidomide o Rogna delle foglie dell’olivo (Dasineura Oleae):
si è esaurita l’attività di di ovideposizione.
Non va eseguito alcun intervento fitosanitario.
Occhio di pavone o Cicloconio (Spilocaea oleaginea) e Cercosporiosi o Piombatura (Mycocentrospora cladosporioides):
è segnalata la presenza d’infezioni di queste due avversità fungine,
dovute principalmente all’elevata umidità, alle temperature miti e
alla bagnatura fogliare, che ora, al mattino, si prolunga di più dovuta a una sostenuta escursione termica tra il giorno e la notte.
Al momento si sconsigliano interventi con agrofarmaci sino a
che non si raggiunge la fase di fine allegagione e inizio ingrossamento dell’oliva.

SITUAZIONE METEO:
Situazione meteorologica
Una settimana tutto sommato trascorsa bene, con precipitazioni
non abbondanti ma che, comunque, hanno dato un po’ di idratazione alle piante e ai terreni.
Leggere brezze hanno consentito di mantenere ridotte le bagnature
fogliari.
Le previsioni per i prossimi giorni sono orientate verso una fase di
moderata instabilità con alternanza di schiarite ed annuvolamenti
che potranno dare origine a locali piogge ma con apporti di pochi
mm.. sabato 30 maggio il tempo sarà instabile, con nuvolosità irregolare, che potrà dare origine a dei locali temporali, soprattutto nelle ore pomeridiane e serali.
Le temperature saranno stazionarie, o in lieve aumento nei valori
minimi.
Questa situazione si trascinerà anche nella giornata di Domenica 31
maggio. Da Lunedì 1 giugno le giornate tenderanno a essere più
stabili, con temperature massime in aumento. Dal pomeriggio di
Mercoledì 3 giugno il cielo tenderà ad annuvolarsi e si potranno avere delle precipitazioni a carattere temporalesco, il tempo rimarrà
ancora un po’ incerto anche nelle giornate di giovedì 4 e venerdì 5
giugno.

CORDIALI SALUTI

info prodotto nuovo lotta mosca

Si segnala e invia info con link a video per un nuovo prodotto commerciale “EPIK SL” della SIPCOM per tattamento sistemico lotta alla mosca, ha massima efficacia a inizio infestazione mosca con un 2/3% di ovodeposizioni gia’ in atto, usabile 2 volte con carenza 21gg, idrosolubile.

cordiali saluti

FRANTOIO BALLARINI

info olivi 230520

Fase Fenologica:
da sabato scorso i fiori dell’olivo hanno iniziato ad aprirsi, al momento si può considerare che, mediamente, abbiamo un’apertura
del 20- 25% di fiori, nelle varietà precoci e più esposte si arriva anche ad un 40% del fiori aperti.
Mediamente gli olivi mantengono buone condizioni vegetative e la
fioritura si presenta buona. Pure le condizioni climatiche, al momento, sono favorevoli, con temperature e umidità che consentono una
buona impollinazione.
Da controlli sui diversi punti d’ispezione si stima che, rispetto al
2018, annata di grande fioritura e produzione, si sono riscontrati, in
media, dal 10 al 15% di fiori in meno.

Umidità temperatura e impollinazione
Il polline trova un migliore rilascio con umidità relativa alta compresa tra il 60 e 80%; se l’umidità relativa è inferiore al 50%, la capacità di germinazione del polline diminuisce, comportando eventuali
problemi di allegagione.
L’olivo ha un’impollinazione operata dal vento, anemofila, così produce quantità di polline molto elevate. La presenza di pollini in aria
subisce notevoli variazioni nel corso delle ore della giornata, dovuto
allo specifico comportamento dell’olivo durante la fioritura.
I grandi quantitativi di polline liberati dall’olivo sono sollevati dalle
correnti aeree, galleggiano in aria per un tempo più o meno lungo e
quindi precipitano a pioggia con uniformità variabile.
L’olivo rilascia un’elevata percentuale del polline nelle ore di luce del
mattino e in quelle più calde della giornata.
La temperatura influenza prevalentemente il polline, così più si superano i 31-32°C minore sarà la sua capacità fecondativa.

Tignola (Prays oleae):
anche se le condizioni atmosferiche sono state sfavorevoli al volo
del lepidottero per la presenza di folate di vento e qualche attività
temporalesca, si è rilevato invece un aumento della cattura d’adulti.
Al momento, comunque, non va attuato alcun intervento fitosanitario.

Mosca dell’olivo (Bactrocera oleae):
circa una decina di giorni fa abbiamo avuto la prima generazione
primaverile di Mosca, riscontrata nell’area delle Colline veronesi,
sulla Strada Panoramica sopra Montorio, a circa 100 m di altezza
esposizione a Est, leggermente vallivo, un oliveto dove sono rimaste isolate olive, stranamente non finite a terra, perché presentavano già precedenti infezioni da Mosca.
In questa settimana abbiamo avuto rispetto alla precedente
un’ulteriore riduzione del volo d’adulti, accade tutti gli anni che, in
prefioritura, la Mosca piano piano riduce i suoi voli.

Cecidomide o Rogna delle foglie dell’olivo (Dasineura Oleae):
oramai si sta esaurendo lo sfarfallamento.
Cimice asiatica (Halyomorpha halis):
il livello di popolazione adulta, probabilmente gli sbalzi termici di
questa settimana ne hanno limitato i voli; si sono viste le prime ovature e anche qualche schiusa.
Cimice verde (Nezara viridula):
anche per questa cimice ci si avvicina alla prima generazione estiva,
si terrà monitorata anche questa procuratrice di guai.
Cotonello dell’olivo (Euphyllura olivina):
presenza sulle infiorenze di questa cocciniglia, che ripara le sue forme giovanili con secrezioni cerose bianche, il danno prodotto è contenuto, non è necessario un intervento fitosanitario.
Occhio di pavone o Cicloconio (Spilocaea oleaginea):
la situazione vegetativa e le condizioni climatiche, temperature,
comprese tra i 14 e i 26°C con elevata umidità, sono favorevoli allo
sviluppare d’infezioni. Pur tuttavia negli oliveti che sono predisposti
a sviluppare questa malattia, se non già eseguito, sino a fine settimana è ancora possibile intervenire con prodotti a base di Dodina
(esempio Syllit o Venturex), che ha capacità translaminare, ossia
d’introdursi nella foglia contrastando lo sviluppo del fungo anche
prevenendo nuove infezioni. Si ricorda che non vanno attuati interventi in fioritura avanzata, in quanto potrebbe avere un effetto negativo sulla fertilità del polline.
Considerato che le ore di bagnatura fogliare influiscono nel creare
condizioni di sviluppo delle crittogame, si riporta quelle che si sono
verificate dal 15 al 20 maggio 2020 per le diverse aree olivicole.

info olivi 150520

Fase fenologica: gli olivi si stanno preparando alla fioritura, hanno
allungato le infiorescenze e sono evidenti i bocci fiorali, ben distanziati tra loro e pronti ad aprirsi. Alcune zone collinari più elevate interne e più fresche si può rilevare ancora la sub-fase di distensione
dell’infiorescenza. Si prevede che già alla fine della settimana prossima avremo la prima presenza dei fiori, con una fioritura che, pur a
scalare seconda le varietà e le posizioni, entrerà nel pieno tra una
decina di giorni.

SITUAZIONE VEGETATIVA
Al momento e ovunque vi è una buona presenza di bocci fiorali, lo
sviluppo vegetativo dei nuovi germogli è, mediamente, di 14 – 17
cm. di lunghezza.
Le piante stanno godendo di buona salute e le piogge di questi ultimi giorni hanno reidrato i terreni e le piante, portandoli a condizioni
di fioritura con un buon stato vegetativo. Una sufficiente disponibilità idrica garantisce che le infiorescenze si mantengano in piena efficienza, diminuisce l’incidenza dell’aborto dell’ovario, determinando
così una più elevata percentuale di allegagione e una minore cascola naturale dei frutti.
Decisive a questo punto sono le condizioni climatiche durante la fioritura, l’impollinazione e l’allegagione, da cui dipende molto tutta la
campagna produttiva olivicola.
Dove possiamo intervenire sono solo sugli elementi nutritivi, necessari al corretto svolgimento delle fasi fenologiche esposte, al fine di
una regolare fruttificazione. Ricordiamo, pertanto, che anche in
questa settimana si è ancora a tempo per intervenire con concimazioni fogliari che consentono di provvedere rapidamente a particolari esigenze nutrizionali, come eventuali carenze di microelementi,
come il boro. Da alcuni anni in questa fase di a pre-fioritura si consigliano applicazioni fogliari di biostimolanti, contenenti di amminoacidi liberi, che favoriscono il rigoglio vegetativo e l’allegagione. In
questa fase di imminente fioritura si possono utilizzare concimi fogliari anche nel biologico, quali carniccio e sangue, disponibili anche
in forma fluida, per superare eventuali nutritive temporanee.

DIFESA FITOSANITARIA
Tignola dell’olivo, (Prays oleae:): dal monitoraggio settimanale si
è rilevato un continuo aumento della popolazione del lepidottero,
che diminuisce solo dopo eventi tempo raschi. Negli oliveti che, storicamente, sono stati infestati da Tignola, è possibile già ora rilevare sulle infiorescenze la presenza di ammassi sericei, che sono i nidi
dell’insetto. Al moneto non sono necessari interventi a contrasto.

Cocciniglia mezzo grano di pepe (Saissetia oleae): dal controllo
settimanale risultano schiuse circa il 30-35% delle uova. Sembra
che in questa annata vi sia una maggiore presenza di questa cocciniglia, probabilmente le cause potrebbero essere date dalla variabile
climatica, che in quest’annata è favorevole a creare rigoglio vegetativo, con morbidi tessuti vegetali, quindi, più suscettibili ad essere
infestati da cocciniglie.
Al momento è prematuro un intervento fitosanitario.

Mosca dello’olivo (Bactrocera oleae): dopo un sensibile aumento della settimana scorsa la presenza di situazioni temporalesche
con folate di vento improvvise e forti, hanno diminuito le catture
d’adulti maschi, che hanno preferito rimanere nei loro ripari.

Cotonello dell’olivo (Euphyllura olivina): come già indicato nel
precedente bollettino negli oliveti, quest’anno, vi è un’abbondante
presenza di questo insetto, che ricopre con le sue secrezioni bianche rametti e bocci fiorali, dove si possono sviluppare anche i funghi della fumaggine. Le piogge a carattere temporalesco di lunedì
11 e venerdì 15 maggio hanno in parte già dilavato i fiocchi e, comunque, i danni sono contenuti.
Non sono necessari interventi a contrasto.

Parassiti fungini o Crittogame
In questo momento di precipitazioni e lunghe ore di bagnatura fogliare possono creare problemi di infezioni Occhio di pavone
(Spilocaea oleaginea), ma pure di Fumaggine dove vi sono infestazioni di cocciniglie e Cotonello, suggeriamo attenzione particolarmente in questo momento dove una compromissione della funzionalità dell’apparato fogliare, quindi della capacità fotosintetica della
pianta, avrebbe ripercussioni negative su fioritura e allegagione. Da
ricordare che l’infezione da crittogame inizia già alcuni giorni, se
non settimane, da quando sono resi visibili i sintomi.
Nei casi dove vi è una necessità d’intervento, in questo momento
non va utilizzato il rame, perché siamo vicini alla fioritura, sarà così
necessario rivolgersi a prodotti a base di Dodina, sostanza che ha
effetto curativo e preventivo.
Eventi grandinigeni
Dopo eventi grandinigeni o temporaleschi intensi, magari accompagnati da forti raffiche di vento, che potrebbero causare abrasioni
per sfregamento, è necessario, entro 24 ore successive, intervenire,
al momento, con prodotti a base Dodina.

CORDIALI SALUTI

bollettino olivi 080520

FASE FENOLOGICA
le temperature elevate di questi ultimi giorni hanno creato
le condizioni di un’accelerazione vegetativa, che ha portato allo sviluppo completo delle mignole, solo nelle aree meno esposte la fase è di distensione
dell’infiorescenza.

STATO FISIOLOGICO E SITUAZIONE IDRICA OLIVO
Ancora non sono arrivate le attese piogge primaverili, ad ogni modo negli oliveti permane un buono stato generale e le piante si stanno preparando alla
fioritura.
Ritorniamo ancora sull’argomento dello stato nutrizionale degli olivi, peraltro
già trattato nel Periodico della settima scorsa, il numero 17/2020, perché si
sono riscontrati in più impianti olivicoli delle carenza di macro e micro elementi, che potrebbero causare perdite di produzione.
Probabilmente, come abbiamo già esaminato in precedenti avvisi, contribuisce la siccità dei terreni e limitare il movimento degli elementi fertilizzanti nel
terreno, che sono molto legati alla presenza di acqua,, in questi casi è pensabile intervenire con degli apporti di concimi fogliari, che sono ancora attuabili
per i prossimi 7/10 giorni, ossia prima della fioritura e dopo l’allegagione. Per
quanto riguarda l’apporto di azoto sono disponibili sul mercato fertilizzanti fogliari che fungono da stimolatori delle piante e che contengono azoto organico a lenta cessione, meglio se è presente anche il boro, che offre il vantaggio
di migliorare l’allegagione. Mediamente le dosi d’utilizzo per questi biostimolanti sono di 200 g/hl, e biostimolanti e sono efficaci nel momento della fioritura all’allegagione.
Non è da dimentica che nella fase che va dall’allegagione alla maturazione
dell’olivo è importante il Fosforo, che è il costituente principale delle membrane cellulari, solitamente è questo un elemento abbastanza presente nel terreno, ma può diventare poco disponibile per la pianta, perciò necessita di una
integrazione particolarmente dall’ingrossamento del frutto alla maturazione.

SITUAZIONE FITOSANITARIA
Tignola dell’olivo (Prays oleae): dal monitoraggio settimanale si è rilevato
che è aumentata la popolazione, non sono però necessari interventi a contrasto. nei punti di monitoraggio non si sono avute mediamente 2 catture.

Mosca dell’olivo, Bactrocera oleae: anche per la Mosca dell’olivo i controlli
settimanali hanno evidenziato un aumento delle catture d’adulti maschi, segnale che la dinamica della popolazione è molto attiva.

Cotonello dell’olivo (Euphyllura olivina): si è rilevato e sono giunte numerosissime segnalazioni di un’abbondante presenza di questo insetto su germogli e infiorescenze, le femmine ovidepongono nelle gemme, nei piccioli delle
foglie e nelle piccole mignole. La vegetazione su cui si manifesta l’attacco è
ricoperta dalle secrezioni dell’insetto sulle quali si possono sviluppare i funghi
della fumaggine. I danni, normalmente, sono contenuti ma monitoriamo lo
stesso la sua presenza nel periodo della fioritura e dell’allegagione per valutare la gravità d’infestazione, anche perché l’insetto sottrae linfa alle piante
d’olivo. Bisogna anche segnalare che questo insetto è facile preda di altri insetti, suoi predatori naturali, come i Crisopidi e i Sirfidi, tra l’altro quest’anno se ne è rilevata una buona presenza.

Cocciniglia mezzo grano di pepe (Saissetia oleae): al momento risultano
schiuse circa il 20% delle uova perciò non vi è la necessità di un intervento
fitosanitario.
Cimice asiatica (Halyomorpha halys): in questa settimana il livello di catture
di adulti della generazione svernante è aumentata. Al momento non sono segnalate ovature, che arriveranno nelle prossime due settimane.
Parassiti fungini o Crittogame
Sinora non si segnalano infezioni da patogeni fungino, considerata la limitata
umidità, solo in qualche oliveto si segnala la presenza di Occhio di pavone.
Probabilmente nella settimana prossima, con l’arrivo delle precipitazioni, si
potrebbero verificare le possibilità di uno sviluppo del fungo. In effetti l’acqua
piovana favorisce il distacco e la disseminazione dei conidi, che, in con una
prolungata bagnata fogliare, germinano sulla superficie fogliare, anche perché le temperature oramai rientrano nei valori favorevoli alla sua riproduzione.
Attenzione però, nei casi dove vi è una necessità d’intervento, non va utilizzato il rame, perché siamo vicini alla fioritura, sarà così necessario rivolgersi a
prodotti a base di Dodina, che ha effetto sia curativo e sia preventivo, particolarmente per la settimana prossima che sono previste delle precipitazioni.

EVENTI GRANDIGENI
Considerate con la settimana prossima potremo avere degli eventi grandinigeni è necessario, entro 24 ore dopo l’evento, intervenire con prodotti a base
Dodina, per favorire la disinfezione e la cicatrizzazione dei tessuti.
Anche con eventi temporaleschi intensi, magari accompagnati da forti raffiche
di vento, che potrebbero causare abrasioni per sfregamento, va attuata una
disinfezione nel medesimo modo a base Dodina.

cordiali saluti

INFO OLIVI 300420

FASE FENOLOGICA:
temperature, umidità, durata del periodo di illuminazione giornaliera
(fotoperiodo) hanno favorito in tutti i territori olivicoli
un’accelerazione dello stato vegetativo. Nella maggior parte degli
oliveti siamo in fase di apertura delle mignole, nelle aree più esposte
a mignolatura completata, in altre ben soleggiate e con varietà precoci siamo al rigonfiamento dei bottoni fiorali e all’allungamento
del grappolo fiorale. Le precipitazioni di martedì 26 e giovedì 27 aprile, anche se di limitato apporto idrico, hanno certamente contribuito a sollecitare la pianta alla fioritura che, se le condizioni rimarranno costanti, arriverà tra circa 15 – 18 giorni.
Fondamentale in questo momento sono anche le temperature dei terreni a 20 cm di profondita’, mediamente al momento abbiamo questi valori: 9-14,5°C.
Conoscere la temperatura del terreno significa completare il quadro
del comportamento della fisiologico della pianta, perché le temperature influiscono sul funzionamento della piante radici, che sono gli
organi deputati a stimolare lo sviluppo delle cellule che formano i
fiori, quindi anche il polline e l’ovario, da cui deriva la fecondazione
e l’allegagione. Temperature superiori ai 12-13° Centigradi (secondo
la nostra esperienza) favoriscono in questo senso l’attività delle radici.
Altro fattore importante è l’umidità dell’aria, sempre da esperienze,
risultano convenienti tassi di umidità con percentuali superiori al 65-
70%. L’attuale andamento medio del tasso d’umidità che abbiamo avuto
in questa settimana è il seguente: 70-80%.

PARASSITI:
Tignola dell’olivo (Prays Oleae): il controllo eseguito in questa settimana sulle catture delle trappole ha rilevato limitati volo d’adulti.
Si può considerare che questi lepidotteri non sono usciti in volo perché, nelle giornate tra venerdì 24 e lunedì 27 aprile, si sono avuti
movimenti ventosi anche di forte intensità, poi la pressione atmosferica tra martedì 28 e mercoledì 29 aprile si è abbassata e sono sopraggiunte le piogge, che hanno diminuito le temperature, anche se
di poco, e, tutto questo, potrebbe aver dato a questi lepidotteri loro
poche opportunità di volare.

Cecidomia (Dasyneura oleae): il controllo di questa settimana fa
considerare che lo sfarfallamento degli adulti si sta esaurendo.

Fleotribo (Phloeotribus scarabaeoides): chi ha predisposto alla fine
della potatura delle fascine di rami come esca per attirare gli adulti
del Fleotribo e invitarli a ovideporre nel loro interno, è il momento
di allontanare tutti questi fastelli in quanto sono nate le larve e tra
non molto sfarfalleranno si ricorda che questo materiale, secondo
possibilità, va bruciato.

Cocciniglia mezzo grano di pepe (Saissetia oleae): in oliveti già
colpiti da questa cocciniglia si sono notate le prime neanidi, come
pure l’inizio di nuove forme di fumaggine; al momento non sono
opportune azioni di contrasto, bisogna attendere a quando saranno
uscite circa l’80-90% di neanidi.

Cimice asiatica (Halyomorpha halys): in questa settimana si sono
rilevati sempre più adulti di Cimice asiatica in migrazione dai siti di
svernamento agli olivi, stiamo particolarmente attenti a questo insetto perché è pericoloso in quanto per nutrirsi perfora i tegumenti della pianta ospite con l’apparato boccale e, questo, comporta, in parte,
la formazione di erosioni o aree necrotiche sulla superficie esterna
delle olive, che al momento non ci sono, ma quello che preoccupa è
che la punteggiatura provoca una sicura via di penetrazione a
patogeni, inoltre, non sappiamo bene se questo insetto riesca anche a trasmetterli.

PARASSITI FUNGINI:
Occhio di pavone o Cicloconio (Spilocaea oleaginea), Piombatura o Cercospora (Mycocentrospora cladosporioides), la
Lebbra (Colletotrichum gloesporioides), le Botryosphaeriae: le condizioni climatiche di questi ultimi giorni concorrono a determinare le
condizioni di sviluppo delle crittogame e alla diffusione, si rende necessario, pertanto e per chi non lo ha ancora eseguito, di procedere
con un intervento fitosanitario, entro i prossimi giorni con prodotti
rameici (ossicloruri, poltiglie, solfati), più l’aggiunta di prodotti a
base di zolfo. Il rame ha funzione di protezione delle foglie non ancora infette e facilita la caduta di vegetazione già contagiata, non
protegge, pertanto, le foglie che si stanno formando, però, a queste,
riduce la possibilità di essere infettate, giacché elimina parte dell’inoculo presente. E’ utile ricordare che un intervento con rameici nella fase di formazione delle infiorescenze è importante anche per ridurre la presenze di altre malattie fungine, come la, e batteriche, come la Rogna dell’olivo (Pseudomonas savastanoi).
Dove, invece, si riscontrano infezioni già in atto è possibile utilizzare la Dodina, un fungicida citotropico, che ha azione preventiva e
curativa.
Attenzione: non ritardare particolarmente molto con i rameici perché siamo prossimi alla fioritura, momento in cui eventuali residui
di fitofarmaci presenti sulla vegetazione, rame in particolare, potrebbero avere effetti negativi sulla fecondazione dei fiori.
Nel caso si andasse oltre la seconda metà effettiva necessità di attuare un’azione di contrasto a questa crittogama è ancora possibile usare formulati a base di Tebuconazolo + Trifloxistrobin, sostanze attive che consentono di contenere efficacemente la malattia, permettendo di ottenere un buoni risultati sfruttando le caratteristiche di penetrazione, assorbimento e diffusione da parte della pianta e di tutti i
suoi organi, persistendovi per un tempo sufficiente a esplicare
l’azione farmacologica, tali da raggiungere e aggredire il fungo eventualmente presente nell’area sottocuticolare a seguito di infezioni
intervenute prima dell’esecuzione dell’intervento e la capacità preventiva nei confronti di eventuali successive infezioni.

Fumaggine: gli agenti fungini patogeni sono vari (Capnodium spp.,
Alternaria spp., ecc), si è rilevato che in tanti olivi colpiti lo scorso
anno da cocciniglie che sulle foglie permane ancora un notevole
strato di nerume e, questo, causa una notevole riduzione dell’attività
fotosintetica ed il rallentamento degli scambi gassosi, influendo così
negativamente sulle possibilità produttive dell’olivo. dove si hanno
presenze di questi parassiti indiretti che già imbrattano le foglie è
possibile intervenire con un lavaggio eseguito con irrorazioni di soda caustica all’1% oppure con sapone di Marsiglia, o sapone potassico molle, per uso agricolo che hanno anche un effetto “pulente”

Indicazioni agronomiche
 Apporto di azotati al terreno: chi non ha ancora completato la
concimazione azotata si ricorda che va ultimata entro la fine
di quest’ultima settima di maggio.
 Fertilizzazione fogliare: considerato che siamo in prossimità
della fioritura, ma con fiori ancora chiusi, è possibile eseguire
ancora una concimazione fogliare con microelementi, particolarmente il Boro, che migliora la vitalità del polline e lo sviluppo del tubetto pollinico, favorendo così l’allegagione; è
possibile unire un concime organico azotato a lenta cessione.
Non miscelare i prodotti fertilizzanti con altri antiparassitari se non
espressamente indicato in etichetta.

Gestione del terreno:
in molti oliveti l’erba ha raggiunto l’altezza di circa 25 cm, andrebbe attuato uno sfalcio prima che si raggiunga la fioritura.

Cordiali saluti

FRANTOIO BALLARINI